Innovatorieuropeireggioemilia’s Weblog

agosto 12, 2009

commento ad un articolo (nota in fondo) del web paper reggio24ore

Filed under: politica — innovatorieuropeireggioemilia @ 11:26 am

Condivido le analisi fatte, tutte, nessuna esclusa, anche quella da cui parte il ragionamento che ci trova qui riuniti, nell’accezione in cui condividere non vuol dire essere d’accordo ma semplicemente mettere insieme i dialoghi che scaturiscono da idee esposte.

Che  gli elettori delle primarie del 2007  siano stati coinvolti e poi lasciati lì, è un dato di fatto di cui anche Bersani stesso ha fatto menzione nel giorno in cui (16 luglio) a Roma si è presentato ai “Bindiani”, che grazie alla loro leader hanno deciso di appoggiarlo in questa corsa alla segreteria; quindi nulla di nuovo né da una parte né dall’altra.

Noto, e per questo ho scelto di appoggiare Marino, come cittadino e come iscritto al PD dalla sua Fondazione, che sia da una parte che dall’altra, pur con diversi distinguo di cui non ritengo di parlare qui perché non sono a mio modesto avviso argomento di questo commento, ci sono persone e “quadri” che forse non starebbero bene neanche in un mercato delle pulci…resterebbero invenduti.

Certo, la mozione Marino ha in sé più caratteristiche movimentiste, e sicuramente meno strutturate, perché parte a rovescio, dalla gente, dai territori, che non invece le altre che, partendo in modo a mio avviso verticistico, troppo verticistico, partono dai capi per proporsi al territorio… carisma, leadership, capacità innegabili di governare le cose affidate, conoscenze dei meccanismi di questa politica così fatta, che però ha portato fin qui a non fare comprendere alla gente cosa si vuol fare in modo applicabile, proprio alla gente, che rischia ancora una volta di “subire” scelte già fatte in luoghi che non le appartengono, calate dall’alto e vestite per l’occasione.

Girando fra le feste del PD e fra la gente fuori, da essa sento la voglia di contare, la forza di esserci per valere qualcosa, e le adesioni “di corsa” al PD in tempi utili per poter fare valere i propri voti al suo interno negli ultimi giorni utili allo scopo, testimonia che c’è volontà di ri-credere e di ri-affezionarsi a questo PD che ad oggi è l’unica vera possibilità – ancora inespressa veramente – ad una alternativa futuribile a questa destra pasticciona e posticcia, tronfia di proclami e povera delle capacità di scelte che una forza di governo dovrebbe avere per metterle in atto; certo, “se Parigi piange, Londra non ride”, ma credo che le idee che stanno arrivando sempre più convintamente numerose tramite la mozione Marino, saranno comunque utili a fare del PD ciò che vorrebbe diventare.

Un buon vino nasce da una buona fermentazione;  di fermenti ce ne sono e tanti. Starà a coloro i quali avranno responsabilità di sintesi, fare in maniera che essa ”sia fermata ad ottenere quel vino che vogliamo”, quello che la gente –francamente non credo ancora per molto – si aspetta da chi la deve rappresentare.

Affido il toto segretario alle agenzie di scommesse, nella certezza che, ammesso ma non così scontato che vinca uno dei due contendenti più forti – sulla carta -, per abitudine, per stanchezza per capacità strutturali ed organizzative innegabili, per paura di non avere un capo capace di trascinarsi dietro il Partito nei confronti reali sul campo, comunque le realtà di leadership che questo partito sta proponendo sono degne tutte, sono congrue, e saranno utili ad affrontare nel migliore dei modi le sfide per le quali il Partito ritiene di essere degno interlocutore e soprattutto risolutore dei problemi che questa nostra Italia ha.

La capacità di sintesi ritengo sia in politica il bene più prezioso, e da essa non possono ritenersi esclusi proprio coloro i quali governeranno il PD, con l’aspettativa di saper contrastare i veri avversari politici in modo programmatico e futuribile per riprendere in mano il Governo del Paese; il rischio oggettivo è di cadere in logiche spartitorie che sanno di vecchio, ma sono convinto che noi gente sapremo distinguerci nel saper dire chiaramente sì e no a quello che ci viene proposto per il nostro bene, il più diffuso possibile, il resto non conta.

La Mozione Marino di cui tanto poco si parla per il fatto che non si porta al seguito stuoli di “soliti noti” e perché io ritengo è la più “orizzontale” delle tre, ha valori che partono da principi chiari e fermi che non sono slogan, ma veri a propri modi di “FARE” la politica come si “FA” la vita intorno: diritti uguali per tutti, allo studio, alla salute, al lavoro, ai futuri in cui ognuno crede, non contrastano certo con i doveri che ognuno deve avere allo stesso modo ben presenti, nel rispetto delle diversità di ognuno, di qualsiasi tipo esse siano.

Le capacità del PD di essere federativo e non consociativo, (nel senso negativo del termine), aggregativo, inclusivo e propositivo, risolutivo infine, trarranno dalla Mozione Marino quei valori che il nostro Candidato porta con sé, frutto sicuramente delle sue esperienze di vita, senza quei compromessi a cui la vita in Italia ci ha abituato, negli anni in cui egli era all’estero per lavoro.

L’ analisi dei contenuti delle mozioni, di ciò che le accomuna e di ciò che le distingue, rischia di essere un esercizio di palestra politica, senza un sano confronto con chi queste mozioni le deve votare…..

Ignazio Marino non è “prestato alla politica”, come dicono alcuni, essendo lui un Chirurgo, che magari poco sa di questi modi di farla, ma proprio per questo io ritengo ciò un valore; la bontà delle idee la capacità di sintesi “chirurgica” che gli accredito ( quando c’è da tagliare non si può tentennare!), faranno solo del bene al PD.

Voglio crederlo, magari in modo romantico, ma fermamente convinto, e per questo pur condividendo e ringraziando Fangareggi per quanto ha scritto, non posso ovviamente essere d’accordo con lui, nel rispetto delle sue idee, invitandolo a fare un lavoro sicuramente difficile, ma giornalisticamente appagante, di andare a sentire dalla gente cosa ne pensa e riportarlo, in modo “cronistico”…. Potrebbe scoprire nuovi orizzonti che la gente ha davanti, e che spesso sono preclusi a chi fa politica “per professione” come si piccava di fare un mio amico di Bologna….

Buone cose e buone E-Mozioni a tutti!

Lorenzo Romoli

San Martino in Rio                                                           12/08/09

Fonte di partenza:

http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=Ho+capito+perch%C3%A9+vince+Bersani&idSezione=4834

agosto 10, 2009

WELFARE: IL NIPOTINO DELLA MUTUALITA’ E DELLA SUSSIDIARIETA’, TIRATO SPESSO PER LA GIACCHETTA……

Filed under: Uncategorized — innovatorieuropeireggioemilia @ 5:40 pm

Sembra quasi un controsenso parlare di Welfare in ambito pubblico, come lo è in ambito privato: chi si farebbe del male da solo infatti?

Eppure assistiamo continuamente ad azioni e scelte che sembrano opera di una mente masochista…cosa ci aspettiamo noi cittadini che supportiamo e portiamo in giro le idee di Ignazio Marino? Semplicemente il meglio possibile per il maggior numero di persone possibile, nessuno escluso nel rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, dal buon senso e da quanto ognuno, per quello che può, dalle istituzioni a noi stessi, saprà mettere in campo.

Credo che solo così potremo pensare di riuscire a perseguire quella mutualità che nella nostra terra ha radici antichissime, rodate e che sono capaci ad oggi anche di produrre reddito, ove ciò non contrasti con l’azione di volontariato che si esprime in modi molto variegati e non sempre visibili perché semplicemente non si ritiene necessario “far sapere” quanto invece semplicemente “fare bene ed utilmente”.

Amo tradurre in anglo italiano la parola Welfare proprio in senso letterale: “fare bene” …in inglese fare nel senso di futuribilità ha anche significato di Costruire…ed allora costruire insieme deve essere un fine che dobbiamo perseguire.

La Politica ben amministrata deve essere un mezzo per perseguire il Welfare come lo deve essere per ogni cosa che fa parte della territorialità, per rispondere ai bisogni della gente, per avere la capacità di saper distinguere, non discriminare, per quello che realmente serve sulla base di quanto viene richiesto….

Può sembrare romantico ed idealista; certo è che come si sta facendo ora non va così bene come dovrebbe andare, anche qui nella nostra Regione, pur avanti rispetto a tante altre realtà italiane e non solo.

Un conto è continuare a perseguire il meglio possibile, un altro conto è invece assestarsi fermi su risultati ottenuti, non guardando al meglio lì davanti, ma ragionando in funzione di quanto stanno male le altre regioni a riguardo di questo come di altri settori. Sicuramente innegabile ma non utile!

Il Welfare moderno ha aspetti che pare che poco abbiano a che fare con esso; non è vero ad esempio che chi opera nel Welfare sia necessariamente buono accogliente, accondiscendente, neutro; per questo ritengo necessario che rigore fermezza e capacità di rispondere in modo chiaro ed inequivocabile (sì o no), dia poi anche chiari segni che questo, come altri campi della vita pubblica, – credo tutti -, non sia il luogo del mercanteggio, del compromesso ad ogni costo, del possibile a prescindere, soprattutto in questi periodi di crisi sia economica che socio culturale ed identitaria .

Proprio perché pare il luogo meglio deputato al raggiungimento dei compromessi, il settore del Welfare è la pietra di paragone dello stato di una comunità allargata e sovraterritoriale come è quella umana!

Nuove politiche per la persona, per le famiglie e per i figli, per gli anziani e per i malati, per le fasce più deboli che spesso non danno un tornaconto in termini di voti, ma che servono  sicuramente a creare dignità diffusa, senso di appartenenza, tessuto sociale.

Se una comunità è florida lo si vede non solo dagli indicatori economici, ma anche e soprattutto da quegli indicatori che generano spesa e non guadagno, da come stanno proprio le fasce più esposte e più deboli, e sarà per forza sempre più così!

Non conta infatti quanto reddito produce una comunità, perché se poi la sua produzione non ha sbocchi, questo resta un parametro almeno fuorviante; con esso conta anche come vengono reinvestiti sul territorio i benefici che le economie locali producono.

Consideriamo in esse, con lo spirito di inclusione proprio della volontà universale, molto “parlata” e poco “praticata” dell’uguaglianza fra le persone, indipendentemente dal genere, lingua, razza, cultura, religione, di tutta la gente che abita le nostre terre, volendo con ciò riconoscere nel rispetto reciproco quanti vivono, lavorano, studiano, e semplicemente passano da qui.

A nulla servono i proclami xenofobi e razzisti, a nulla servono le contrapposizioni, ed a poco servono le occlusioni a prescindere; ferme Politiche territoriali, chiare ed applicabili disposizioni in materia frutto della capacità di applicazione del miglior buon senso possibile, nel rispetto degli “indigeni” come degli “stranieri”, volendo con ciò ritenere tali, nel primo caso anche coloro che, ormai integrati anche se solo in parte, (senza diritti civili esprimibili come il diritto di voto e di rappresentanza), ma comunque ormai stabilitisi nei nostri territori da tempo, hanno un lavoro, una casa, famiglia, figli, nel secondo caso coloro i quali attirati dall’ipotesi di futuri migliori rispetto a quelli da cui provengono, arrivano da ogni parte, e cercano i modi di passare e spesso stabilirsi qui da noi.

Ed ancora una volta entra in gioco la Politica, che però in questi casi deve avere la forza ed i mezzi per agire di concerto con i territori di provenienza dei migranti, sia italiani che comunitari che anche extracomunitari; entrano in ballo concrete possibilità di sapere mettere in campo valori propri del Volontariato e del Welfare, utili a superare le vecchie logiche di politiche antiche che non hanno ragione di prevalere, anche agitando spauracchi di legalità e sicurezza, in questo nostro Mondo, che gira spesso assai più velocemente di quanto l’attuale classe politica sia in grado di operare.

Risulta così comodo tendere a risolvere le questioni in campo, senza toccarle come fanno le destre, con interventi sulla cui utilità e soprattutto sulla cui futuribilità personalmente nutro non pochi dubbi; un esempio fin troppo semplice… le ronde servono a due scopi, dare visibilità a chi crede di risolvere il problema girando ed agendo in un clima di polizia , peraltro limitata (almeno questo!), nel suo operare, e soprattutto a non risolvere i problemi che hanno generato questa “grandiosa pensata”.

I problemi restano, e paesi come quelli anglosassoni, a cui facciamo spesso riferimento con la nostra proverbiale esterofilia, hanno tassi di criminalità elevatissimi, pur avendo forze di Polizia assai più potenti delle nostre, ridotte e convogliate queste ultime, a compiti che con il territorio hanno poco o nulla a che fare.

Del Welfare devono essere consapevoli e coinvolte anche le istituzioni che hanno il compito di vigilare ed amministrare in prima istanza nei territori; alla Politica spetta riuscire a mediare, con gli strumenti che le sono propri per fare sì che le nostre terre, siano accoglienti, capaci di generare futuri possibili, degne dei retaggi dei nostri avi che fino a pochissimo tempo fa sono anche morti, per garantirci una vita migliore.

Il Welfare moderno, applicabile, utile e necessario, deve perciò saper prima di tutto coniugare le necessità ed i bisogni veri della gente con un’appassionata voglia di conseguire risultati anche, piccoli ma certi, nella legalità, nel rispetto di ogni singolo individuo, e nel rispetto delle leggi vigenti; con spirito federativo nella nostra Regione, noi popoli accoglienti, dovremo saper dotarci di quegli strumenti che ci permetteranno in modo assai più lungimirante e realmente futuribile di sopravanzare, come peraltro è già stato fatto in diverse occasioni in passato, ed in campi diversi, le leggi ed i decreti legge nazionali, che l’attuale Governo emana, in modi vecchi, autoritari, non certo autorevoli, sopravanzando la parlamentarità della nostra Repubblica, sicuramente anche questa da riordinare, ma non per questo da escludere nelle sue più elementari funzioni!

Lorenzo Romoli

08/08/09 San Martino in Rio

settembre 1, 2008

MA CROZZA DICI….

Filed under: Uncategorized — innovatorieuropeireggioemilia @ 5:57 pm


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Ieri sera ho fatto “focaccia”, e non sono andato a “sgurare” le pentole al Ristorante le Langhe di Festa Reggio, perché come ho detto ai “capi” che lo gestiscono, avevo un impegno con i miei ragazzi più grandi: portarli a vedere ed ascoltare Maurizio Crozza, che stento a definire in modo minimalistico “comico”….perché lui come altri comici, intesi nell’accezione del termine, dovrebbero fare ridere, poi una volta visto lo spettacolo ed averli applauditi, gli spettatori dovrebbero tornarsene a casa sereni di aver passato una serata leggera e liberatoria fra risate e lazzi, rivolte ai poteri intorno, come si addice alla satira più bella….

Quello che ho avuto il piacere di vedere ieri sera è stato lo spettacolo del pubblico, che assecondando il per me magistrale Crozza, ha fatto con lui lo spettacolo; ha risposto a denti stretti e ha risposto, a mio avviso, con silenzi più che eloquenti alle battute e frecciate lanciate dal nostro dal palco.

Ho sentito risate leggere e liberatorie, ed io stesso mi sono ritrovato a ridere bene e spontaneamente, quando leggero era l’argomento o meglio come esso veniva trattato…

Ho sentito “rumors” di approvazione spesso simili a brontolii, quando l’one man show ha citato opinioni e modi di esprimersi dei politici di tutti i fronti, ho ascoltato risposto applaudito con gli altri, di tutte le età ed estrazione sociale la gente di una platea ben gremita per il piacere dell’organizzazione….

Ho anche pensato a quello che ascoltavo e vedevo e mi è venuta addosso una sorta di “irascibile voglia” di fare….

Forse conviene prendere atto del fatto che fare satira oggi in Italia, come siamo messi, rischia di essere pericolosamente banale o, al contrario, altrettanto pericolosamente, che vada a fomentare, e ad attizzare quel malessere che monta, (ormai non serpeggia più da tempo), nella gente.

Comprendo anche forse quanto ci sia di banalmente riottoso e stizzito, da parte di chi definisce questi modi di ragionare “fra il serio e il….serissimo”, come frange più o meno ficcanti di quel modo di informare che viene sempre più spesso bollato come “antipolitica” e come “qualunquismo”.

Siamo forse di fronte, nelle sedi appropriate, a vera politica ed a responsabilità, interesse e partecipazione? Perdonate la mia miopia culturale , ma io non vedo nulla di tutto ciò, e vedendo le facce in platea ieri sera, penso di non essere solo…

Sono rimasto “attentamente stupito” quando, citando il segretario Veltroni dal pubblico si è alzato, prima che il Signor Crozza lo imitasse, una sorta di sospiro, che ho interpretato come un atto di chi è stanco, senza riferimenti, e senza apparenti direttive forti da seguire….

Guarda caso la stessa Signora Finocchiaro sull’ Unità di ieri, domenica, ha fatto un ragionamento chiaro sul fatto che ancora il PD non è nato e che occorre operare perché questo avvenga…

Accidenti alle mie sensazioni bertoldesche, ma perché sento questo come una sorta “ armiamoci e partite”?, c’è qualcuno che me lo sa dire?

Perché i sindacati su Alitalia per bocca di Epifani, che naturalmente parla a nome della CGIL, dicono che non sarà una contrattazione semplice, gli risponde Colaninno padre, che al contrario dovrà essere una contrattazione anomala, un “prendere o lasciare”, non vedo nulla dagli altri Sindacati, e soprattutto ad ora che sono le ore 12,45 di lunedì primo settembre non ho trovato nessun cenno dai nostri parlamentari a sostegno dei lavoratori della compagnia “fenicea”?

Ieri sera ho riso con amarezza e ho sofferto molto nell’impotenza dell’immota azione da cui discendono dal riconoscere per vere e certe le cose che Crozza ha detto, con un livore molto frenato e molto delicato ma che non ha lasciato nessuno spazio a fraintendimenti. E non raramente ho incrociato gli sguardi dei miei ragazzi che mi interrogavano; a loro ho cercato di dire che è tutto vero, impotente e disperatamente in ascolto a mia volta.

I futuri che ci attendono sono molto grigi e l’orizzonte è basso e a nulla vale la tracotante e prepotente azione del Governo che abbiamo; ricordo il ministro ombra della Giustizia del governo attuale, l’Avvocato Ghidini che, sorridendoin un modo irrisorio, a chi gli chiedeva nei giorni scorsi cosa ne pensasse della profferta del presidente del consiglio a Romano Prodi, per cercare un appoggio a riguardo dell’ennesima legge “pro domo sua” sulle intercettazioni telefoniche, disse: ma a che serve che cerchiamo un appoggio, abbiamo la maggioranza che ci permette di farne senza….

Tracotanza, appunto; la legge verrà promulgata e a nulla serve che maggiorenti della maggioranza dicano che l’hanno portata in Parlamento perché venga discussa e migliorata… a me viene da pensare che, per contro ciò significa che data appunto la maggioranza ha nelle Camere, il passaggio delle leggi alla discussione, potrebbe non servire! Forse ho frainteso, e forse sono malvagio a pensare questo: vorrà dire che mi andrò a confessare per aver pensato male di coloro i quali stanno lavorando per noi, e chiedo fin d’ora scusa per questo….

Già ma tornando al PD, cosa ne pensano i nostri rappresentanti? Se qualcuno sa qualcosa me lo dica, perché vivendo fra calura e zanzare forse mi è sfuggito ancora una volta qualcosa….

Staremo a vedere…..

Lorenzo Romoli

San Martino in Rio

agosto 29, 2008

RILFESSIONI DI FINE ESTATE

Filed under: Uncategorized — innovatorieuropeireggioemilia @ 5:43 pm


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Riflessioni di fine estate

……nella posizione in cui sono mi si suggerirebbe di stare calmo, ma non riesco, anche perché sono a lavare i piatti in cucina al Ristorante le Langhe alla Festa Reggio, quindi parlo….

Mi verrebbe voglia di dare ad ogni iscritto al PD un buono gratuito per un corso di tiro a segno per imparare a maneggiare le armi da fuoco, perché non si sa mai…e poi il tiro a segno e’ un bellissimo sport….

Mi verrebbe voglia di andare a Roma ed in giro per l’Italia, per vedere dove sono i nostri parlamentari, che se e’ vero che mediaticamente si parla solo dei baroni della destra che spopolano fra un CL FESTIVAL ed una FESTA DEL PD DI FIRENZE (che strano si parla dei loro interventi come se fossimo a Pontida, non a Firenze!!!), e’ pur vero che di loro, i nostri, e di quello che pensano non si sente parlare molto in questi giorni di questa estate calda e soffocante, fra una Ossezia un’Orissa, e qualche stupro di qualche sfortunato e francamente sprovveduto e stralunato turista….

Mi verrebbe voglia di parlare e radunare e dire e ascoltare la gente che parendo rassegnata si affoga in un risotto al radicchio e Nebbiolo o in una frittura mista, trascinandosi con aria stanca, e a ben vedere poco sorridente, poco felice, fra gli stand della grande kermesse al Campovolo di Reggio….

Cari soci di avventura, cari amici ed amiche del PD, va bene così o pensate che sia meglio cominciare a  preoccuparsi per la sostanziale inconsistente visibilità di quanto stanno facendo e dicendo i nostri capi, sui più vari argomenti e discussioni tardo estive?

Io penso che al di là di tutto abbiamo bisogno di un ruggito che permetta di ricominciare a dire ed a fare altrimenti verremo sommersi da quanto i media ci propinano, nessuno escluso, noi e loro!

Passa ad esempio su l’Unita’ di ieri che la Signora Rauti sposata Alemanno, fa un ragionamento sullo stupro di Roma che non ho capito…parla di nuova cultura, di attenzione, di cose che al momento non servono, a mio modestissimo avviso, ad un bel niente!

Siamo in emergenza ormai da troppo tempo e rischiamo di abituarvici! Non credete che la sinistra sia tutta buonista e tollerante e basta, e che  la destra sia al contrario tutta intollerante e forcaiola e basta….

Trasversalmente alla gente sta formandosi un contesto che difficilmente sarà governabile, sia dall’una che dall’altra parte, che e’ stanca e molto ” reattivamente incazzata”, tace e cerca di sopravvivere; é come il nocciolo di un reattore nucleare spento….. sta lì a bollire nel tempo, con la possibilità che, sfuggendo ad un controllo, esploda, con conseguenze immani.

La destra dalla sua ha i media: ed allora quando incontriamo o i nostri capi incontrano gli autorevoli esponenti dei media, che comincino a comportarsi nei modi che sicuramente non ci sono propri, ma che dovrebbero nelle intenzioni fare capire che non siamo più disposti a farci vessare dai soliti pistolotti che fanno del popolo e degli amministratori di sinistra gente che va ascoltata fino ad un certo punto, ma che poi non conta quello che dice…

In questo le destra è assai brava a dire ed a disdire, a spedire a quel paese certa stampa poco gradita, avendo in più dalla sua il fatto che ha redini del governo della anche nostra Italia, (non solo sua!); non credo però che questo debba starci bene.

Fino a quando ce le racconteremo fra di noi, non raccoglieremo ascolto, ed allora? Allora diamo motivo di pensare e di discutere alla gente, spedendo i nostri ragionamenti in tutte le caselle postali di tutti i media che conosciamo e non fermiamoci!

Il vantaggio della destra al momento e’ dato anche dalla percezione, (parola di moda che mi fa un poco schifo, così come l’aggettivo epocale!), che di essa ha la gente, dal populismo che ha ereditato dai partiti e movimenti massimalisti del passato anche recente, che la sinistra non conosce più, (il che per me é anche meglio!)…al contrario lo svantaggio della sinistra è dato dal fatto che essa si accinge alla “traversata del deserto”, sapendo che, suo malgrado dovrà durare almeno cinque anni, pare si stia attrezzando per stare il meno male possibile per il periodo che si prepara per essa, così com’e’ senza un apparente forte capacità di sterzare, di cambiare di rivivere anche in forza delle nuove realtà che si sono venute a formare e che si sono aggregate dopo il 14 ottobre 2007, a formare il PD.

—–°°°°°—–

Stamani e’ partita l’operazione Fenice, che fantasia premonitrice, che se e’ vero che la nostra risorge dalle sue ceneri e’ anche vero che la sorte le dà di ri incenerirsi e risorgere per l’eternità (!), annunciata da colui che sembra uscito da un corso estivo presso la scuola Hogworth, il Signor Tremonti, alla FESTA DI RIMINI paragonandola all’ “operazione munnezza” di Napoli; per lui, e per il governo quindi, come secondo loro, il problema di Napoli e’ stato risolto, (chiedete a Padre Zanotelli, che vive ai Quartieri Spagnoli!), così verrà risolto il problema Alitalia..

Risultato: avremo in giro per i cieli aerei colorati di bianco rosso e verde a dire che c’e’ una compagnia nazionale, mentendo che invece essa non lo e’ nell’accezione della parola nazionale; certo, il Signor Colaninno, che è di sinistra, ha le idee ben chiare o se le sta facendo, per fare risorgere “la fenice”, e’ italiano, come lo sono tanti partecipanti privati alla nuova NEWCO, ma lo siamo anche noi, che verremo gravati dei debiti della bad company (cattiva compagnia!) di ciò che resta della compagnia di bandiera…in sostanza noi paghiamo e ci sarà chi godrà dei nuovi assetti societari e fra questi anche AIR FRANCE che, sapendo che i debiti verranno diluiti in quelli esistenti e cronicamente inestinguibili del popolo italiano, accetterà di diventare socio di minoranza della NEWCO… Strano? Nooooo!

Gli investitori della bad company verranno tutelati…già, come? Gli verranno date delle azioni in cambio?, magari della Telecom?, oppure si troveranno a navigare nel mare pantanoso dei tribunali come stanno cercando di fare ex investitori Parmalat o Bipop Carire?, e poi: solo stamani autorevoli esponenti del Governo affermavano che gli esuberi della bad company sarebbero stati assorbiti da enti pubblici, (un postino pilota…bellissimo!), ed accompagnati, per i più anziani al prepensionamento, cioè sempre a carico dello Stato, cioè nostro (per noi non cambia nulla quindi!)…bene stasera,… cambio siore e siori, cambio!, gli esuberi verranno assorbiti dalle aziende private! ma come!? ah, forse ho capito! ai nuovi soci della nuova NEW CO verranno dati fra i benefit, due trecento esuberi a testa da impegnare nelle proprie aziende(!?).

Ma scusate questo non si chiama tratta, schiavismo, oppure sto sbagliandomi? Ditemelo voi che siete esperti benpensanti e morigerati, perché io non sto capendoci più molto!

Di una cosa sono certo: non mi basta più “la salute e una par de scarpe nove per girare er monno” come diceva una canzone degli anni addietro: ho la tremenda sensazione che ci stiano prendendo ancora una volta per i fondelli e che soprattutto sapendolo ne ridano pure! tutti!

E tornando ai miei pentoloni da “sgurare”, mi viene in mente di una cosa che disse un uomo che certo non era molto disposto a compromessi pur innovativo e futuribile: Papa Giovanni XXIII…un giorno disse, rivolgendosi ai potenti della Terra, che più di ogni cosa essi dovevano temere la rabbia della povera gente che se si fosse, prima o poi sfogata, molto difficilmente sarebbe stata arginabile….già ma noi italiani non siamo un popolo grintoso e guerresco, siamo “da uova e da latte” e soprattutto siamo sempre i soliti polemici brontoloni da bar, nulla più…

Ed allora cari amici e care amiche buona festa e buona digestione di quello che mangerete perché quello che vi propineranno non sarà digeribile perché da quel buco non si arriva nell’organo deputato alla digestione, lo stomaco…del resto dicono che sia il male delle prime volte, poi c’e’ il rischio che ci sia anche del gusto….io sto con le spalle contro il muro e chinato, e molto, molto attento pronto a scattare, non so voi….

Buone Cose

LORENZO ROMOLI

SAN MARTINO IN RIO  28/08/08 sera….

febbraio 28, 2008

LA FORZA DI UN SOGNO

Filed under: Uncategorized — innovatorieuropeireggioemilia @ 4:03 pm

Oggi ho intravisto la presentazione di nuovi candidati nelle liste del PD: a Palermo un’operatrice di un call center,  nel Lazio (credo), un’impiegata, e in Piemonte l’operaio della Tyssen Group.

Vorrei che il sogno che noi cittadini stiamo coltivando si avverasse, e che persone come queste non fossero solo strumentali atti di propaganda, per “fare vedere”, e basta la buona volontà dei vertici del nostro Partito.

Queste, come le altre candidature che verranno presentate, nel giro di ormai poche ore, devono avere un peso fondamentale nel cambio non più procrastinabile della classe politica italiana, che da questo punto di vista langue nelle sue bende, come un malato senza speranze.

Risulta difficile parlare per me che ho cercato e cercherò sempre di trovare motivi per credere in questa nuova storia; un mio insegnante alle scuole medie, nel lontano 1972, quello di religione, un giorno ci disse che nei primi dieci anni del duemila noi della nostra generazione avremmo dovuto cominciare seriamente ad occuparci in modo fattivo del governo dell’Italia.

Insolito profeta per quell’uomo di Fede che ha contribuito e non poco alla mia formazione personale anche solo con lezioni di un’ora la settimana.

Ora siamo qui, noi uomini e donne, nati in quegli anni alla vita, alla conoscenza, al lavoro, a cercare di operare affinché, per chi ci crede, questo accada.

Accelerazioni e colpi d’ala dei vertici politici del nostro Partito, che hanno dato risultati importanti, hanno anche però, in parte cassato le aspettative di chi il 14 ottobre scorso è venuto a votare alle primarie; ci avevano detto che le primarie sarebbero state l’unico e vero metodo per formare squadre idonee preposte poi al governo della cosa pubblica; sappiamo tutti che ciò non è accaduto, se non in minimissima parte, ma penso che nonostante tutto sia necessario credere ancora che, quanto sancito dallo Statuto del PD, dovrà “entrare a regime” in tempi brevi, già dalle elezioni che verranno dopo quelle del 13 e 14 aprile prossimi.

Questo tipo di azione va necessariamente perseguito, perché altrimenti ne continueranno a pagare le conseguenze anche i nostri figli.

Parlando con la gente, colgo una sorta di timore, oltre che una stanchezza di continuare a credere che ci siano spazi futuribili, da perseguire tramite il buon uso della Politica. Noi cittadini, eredi delle politica della delega a chi la politica la fa per mestiere, non siamo abituati ad essere investiti da responsabilità come quella di scegliere il nostri candidati e di poterli votare; dobbiamo cambiare testa per avere poi, a buon diritto, la possibilità di chiedere conto a chi ci governa di quello che per noi sta facendo, e non limitarci a considerare nelle più disparate sedi che “ i governi non funzionano, i governanti sono sempre quelli, l’Italia va male….” .

Se è vero che ogni Popolo ha il Governo che si  merita, dandoci la possibilità di sceglierci i nostri rappresentanti, non avremo più scuse, se non avremo fatto le scelte giuste.

Allo stato attuale, se non possiamo aver fatto le scelte che a buon diritto ci spettavano, non possiamo neanche accettare che ci venga detto che non siamo competenti, che non abbiamo esperienza, che ci sarebbero degli oggettivi forti rischi di capacità di governare…

Mi chiedo: ma mentre noi ci formavamo come cittadini, nei modi e nei mondi che frequentavamo, della scuola, del lavoro, della vita, quelli che ci dicono queste cose, che non in pochi vivevano propedeuticamente  a “fare politica”, hanno avuto la capacità nel frattempo di navigare i mari del lavoro, della vita, o sono diventati dei politici e basta? In altre parole, se questi professionisti della politica che, nella loro stragrande maggioranza fanno questo da sempre, dovessero affrontare il mondo del lavoro, sarebbero in grado di espletare le loro nuove funzioni, come la maggioranza dei cittadini italiani?

Noi non ci permettiamo di dire che non sarebbero competenti, non sarebbero capaci di svolgere le loro nuove funzioni, che non hanno esperienza, ma potremmo certamente garantire loro facilitazioni per farli entrare, con il più grande spirito di collaborazione possibile.

Certo posso essere tacciato di “demagogia al contrario”, ma quali armi secondo voi potrei opporre come cittadino alla “demagogia di vertice” che ci viene messa davanti da quelli che un insigne uomo di cultura – cattolico che scriveva sull’Unità -, il mai dimenticato Fortebraccio, chiamava “lor Signori”?

Personalmente credo che come prima cosa dobbiamo parificare, tutti e nessuno escluso, i punti di approccio alla cosa pubblica, altrimenti rischiamo di continuare a giocare in modo improduttivo al “re della montagna”; questo non serve a nessuno e men che meno all’Italia.

Provate a pensare ad una famiglia con figli; solo da ora si comincia a parlare di oggettive pesanti difficoltà nel riuscire a governarla sotto ogni punto di vista; bene, al di là del fatto che per impegni sacri e per consapevole responsabilità e nonostante tutto, sono ancora la stragrande maggioranza le famiglie che stanno insieme, allo stesso modo io credo che dovremmo rimettere insieme la “Famiglia Italia”, con la mutua partecipazione di tutti agli onori ma anche agli oneri se vogliamo che si possa pensare al futuro!

In quel poco che ho esposto credo ci siano motivi per dialogare e discutere, e credo che ci siano insiti i ragionamenti che portano ai programmi dei partiti che concorreranno alle prossime elezioni.

Vorrei pensare che sia fra i vincitori che fra i vinti, nascesse finalmente la volontà di operare dai propri punti di vista, pronti e disposti al dialogo ed alla ricerca dei punti d’incontro, per dare veramente un senso al fatto che sono lì nelle stanze dei bottoni, abbandonando atteggiamenti non raramente falsi, rissosi ed inutili.

Vengo tacciato di romanticismo, di essere un illuso, mi si dice che non cambierà nulla, mai…bene io credo che in questo stia la forza di noi cittadini che operiamo senza nessuna aspettativa per noi stessi in prima istanza; non abbiamo nulla da perdere, e, senza voler sembrare dei puri senza esserlo, continuiamo a “battere il ferro” dei valori che ci uniscono –finalmente-, della voglia di cambiare, non a scapito di qualcuno in particolare, ma per il bene dell’Italia, che abbiamo il dovere di cedere nelle mani dei nostri figli, capace ancora di futuro, e degna di essere vissuta, migliorata, e non solo abbandonata.

Noi vogliamo contare, ognuno secondo le sue capacità, peculiarità, competenze, in modo responsabile e consapevole, perché ci sentiamo in grado di farlo; il resto, il potere fine a se stesso, l’apparenza, la trasmissione “castale” dei diritti a governare, sono cose che non ci interessano.  

febbraio 11, 2008

E ALLORA ANDIAMO!

Filed under: Uncategorized — innovatorieuropeireggioemilia @ 5:21 pm

Sono Lorenzo Romoli, e vi invito da subito a camminare insieme in questo territorio. Vi confesso che non sono molto pratico di blog, ma ritengo fosse necessario provarci anche da qui, da Reggio Emilia, arrivasse una voce forte partecipata dei cittadini che credono nel loro futuro. Ovviamente parliamo di politica, ma non solo, volendo… Le contingenze attuali ci impongono di rimanere concentrati su quanto di poco bello sta accadendo ancora una volta in Italia; dovremo di nuovo andare a votare perché siamo senza Governo e con un Parlamento che definirei una coloratissima, grigia macedonia, specchioperaltro dell’Italia di oggi.

Prodi ci ha provato, e purtroppo ancora una volta è stato “falciato” da “alleati” che prima che al Governo ed al patto di programma preliminarmente sottoscritto, hanno teso in questi quasi due anni a far prevalere innanzi tutto le loro logiche di parte, non raramente soggettive, (Turigliatto e altri, ad esempio), anche a scapito della sopravvivenza stessa del Governo e del Parlamento tutto.

Di fronte alle destre così “camaleontiche”, da cambiare nel breve volgere di un colloquio fra i soliti capi (mi piacerebbe sentire cosa ne pensano le loro basi!), a centri presunti che non sanno fare di maglio che usurpare nomi, data la loro corta fantasia (ricordo che la Rosa Bianca, cari Tabacci e Company, esiste e non da ieri, prima che voi la “inventaste”!), noi cittadini che abbiamo partecipato attivamente fin dall’inizio alla fondazione del PD, abbiamo il dovere di essere presenti ed attivi, per far sì che il nostro Partito sia da subito nuovo, veramente nuovo, attivo e degno di futuro.

Il PD deve, con le regole che si è dato, essere talmente duttile nel saperle interpretare, per il bene di tutti quelli che ci credono, da permettere che in ogni suo atto fina da subito e metodicamente per sempre, sia tangibile la voglia di nuovo e di cambiamento rispetto a quello che dobbiamo per forza lasciarci alle spalle; nuove storie, nuova Storia, che dobbiamo saper scrivere insieme, capaci di futuro.

Nessuno si senta escluso, e nessuno al contrario si senta incluso a priori: i cittadini, la gente non credo sarà più tanto disposta a concedere deleghe “a scatola chiusa”.

I tempi sono maturi perché ci sia la possibilità di fare finalmente scelte coraggiose, che non siano solo di facciata ma che facciano capire a noi cittadini che contiamo qualcosa, nonostante il famigerato “porcellum”, come alti valori aggiunti, non solo di servizio, nelle liste che ancora, e speriamo per l’ultima volta, i dirigenti provvisori del PD dovranno preparare, per arrivare forti coesi, credibili e vincenti alle prossime elezioni, non solo Nazionali, da qui in avanti. Sono fermamente convinto che al di là di sondaggi più o meno attendibili, noi siamo in grado di vincere questa competizione elettorale che ci attende, consapevoli che se malauguratamente ciò non dovesse accadere, sapremo essere propositivi e costruttivi per le sfide che ci attendono.

 Vi ringrazio per avermi letto, e nell’invitarvi a partecipare numerosi, vi auguro buone cose.

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